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- Fossombrone, in 1.300 a vedere le caricature di Ghezzi
- Tra richiamo della cultura e abbandono della città
- Urge un riequilibrio
- tra sostanza e (poi) immagine
Qui a Fossombrone (Ps), l'antica Forum Sempronii, la godibile esposizione delle caricature e delle carte da gioco di Pier Leone Ghezzi, proprietà della Biblioteca 'Passionei', aveva per cornice lo splendore sontuoso e sovrabbondante della barocca chiesa di San Filippo restaurata di recente. Vale un viaggio.
Purtroppo la cornice esterna, la città e il suo abbandono costituivano un contrasto da lasciar sconcertati molti dei 1.246 visitatori (dato rilevato al 14 agosto dalla Regione Marche).
Spesso di passaggio verso Urbino, ma anche appositamente risaliti solo fin qui dal mare, attratti dalla singolarità della proposta, abbiamo incontrato ospiti ben disposti al sorriso dalle soavi figurine di un clero settecentesco in cui sembrava di vedere, pari pari, gli impareggiabili abati restituiti dalla penna di Italo Calvino nella sua Trilogia.
Spinti così, dalla soddisfazione, alla scoperta della sempre insospettata ricchezza di questo 'museo diffuso' che sono le Marche, si tenta l'abbandono alla città ed alla sua storia.
Purtroppo, usciti in strada, il contrasto tra la bella mostra nella chiesa appena restaurata e la città, la pavimentazione sconnessa dal corso, di qui fino alla piazza a esedra davanti alla Cattedrale e l'innesto con la statale, l'erba cresciuta per incuria degli amministratori tra i mattoni della scalinata che sale alla Corte Alta, e l'impressione complessiva di abbandono (l'unico realizzato) del centro storico, con i suoi tetti e gli innumerevoli palazzi nobiliari settecenteschi dai balconcini vezzosi, non trovano ragioni plausibili. Soprattutto agli occhi di vistatori così esigenti da cedere, in particolare, al fascino dei Ghezzi e, in generale, al richiamo di una proposta di qualità culturale.
Ecco, forse, che una mostra di prestigio possa servire anche a stimolare una sonnacchiosa amministrazione a fare qualcosa di più della guida patinata in vendita in edicola. O forse che Fossombrone debba rassegnarsi a vivere solo in un libresco immaginario per turisti e non anche (e prima) nella realtà quotidiana dei suoi abitanti?
Ironia della sorte: la bella guida del Comune, a firma di Renzo Savelli, si apre con la citazione di un brano di Italo Calvino, da 'Le città invisibili'.
In realtà la città che vi è riprodotta, noi, non l'abbiamo vista.
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